DAVERIO
Su invito al Laboratorio D da parte del Festival Castelli di Lago, domenica 18 luglio ha avuto inizio con il LABORATORIO DEI BAMBINI una serata particolarmente coinvolgente. Tra i pini del giardino della palestra di via Verdi 4, che la conformazione del terreno pone su più piani con un gioco magico di situazioni aperte a dar spazio agli eventi e con i grandi alberi protettivi alle spalle, ha già fatto capolino la luna come dea protettrice. Bambini allegri e molto belli come belle le persone (genitori) che li hanno accompagnati. Bambini pronti a recepire che ha inizio un evento di cui saranno partecipi e artefici. Nei mortai, come in un’antica bottega d’arte, distillano i fiori di Bignonia il cui succo, servendosi di piccoli contagocce, uniscono ai pigmenti, e dipingono il proprio spirito (selvaggio).
Dipingiamo l’uomo selvatico era l’invito. Ognuno fa il proprio dosaggio di Essenza… “Mi manca l’Essenza…dice un bambino, ed ecco che subito con foga viene distillato il succo del fiore nel mortaio. Su un tessuto alto 3 metri…lo spirito del gelso Valentina nasce dalle prime pennellate che a turno ogni bimbo degna. Non fanno domande…Sanno cosa fare ed è stupefacente.
Segue poi la non facile Performance di Michelangelo Junior dal titolo Valentina sono rimasto di gelso, che per loro sembra essere un linguaggio naturale. È come se in ognuno di essi ci sia il sentimento della ragazza Valentina che ha dato avvio a questa storia vera, del gelso centenario stoltamente abbattuto. Sorprendente con che interesse seguono l’affascinante gioco dei teatrini di carta giapponesi (Kamishibai) dalle antiche origini orientali e l’Albero delle storie, narrazione degli attori di Arteatro tratte dai testi: Una vacanza inaspettata, di A. Tognola, Meditazione entro un platano, di A. Giorgetti e letture dai testi di A. Corona, di un certo impegno oltre che interesse. Gli attori illuminano i testi, che ormai è notte, con lumicini el’affabulazione avviene in vari punti del giardino.
Non c’è un sussurro durante la lettura; l’attenzione è totale, c’è anche una carrellata alla scoperta degli alberi famosi dalla Quercia delle streghe all’Albero della libertà, uno degli ultimi rimasti piantato nel 1799. È un Olmo di 14 metri di diametro piantato dai patrioti della Rivoluzione napoletana Una deliziosa bimba di due anni e mezzo di nome Teresa, in braccio alla sua mamma, dolcemente si addormenta cullata mentre le voci raccontano. Alla fine, una danza collettiva intorno allo spirito degli alberi e un saluto da tutti, bimbi compresi,alcuni dei quali sono venuti da Golasecca, Comabbio, Cerro Maggiore, Cesate…










Grazie Mariuccia Secol per il bel contributo.
E’ stata una significativa serata,il festival dovrebbe essere tutto cosi,andare a valorizzare ciò che si fa sul territorio al di la dei facili consumi.
Bravi come sempre voi di Daverio vi distinguete!!